
Industrias Lácteas Asturianas (ILAS), l'azienda del marchio Reny Picot, ha avviato nel suo stabilimento di Navia (Asturie) un progetto integrato di efficienza idrica ed energetica insieme a Edison Next Spain, annunciato l'8 settembre. L'idea si spiega in poche parole: recuperare le condense generate dal processo industriale stesso, riutilizzarle e sfruttare il calore che ancora contengono. Così lo stabilimento preleva meno acqua dolce e ha bisogno di meno combustibile per produrre vapore.
Secondo l'azienda, l'impianto recupererà circa 115.000 m³ d'acqua l'anno, il volume approssimativo di 46 piscine olimpioniche, e farà risparmiare 5.741 MWh annui. Il consumo di gas naturale liquefatto calerà di oltre 7.000 MWh l'anno e si eviterà l'emissione di oltre 1.100 tonnellate di CO₂. Edison Next progetta, sviluppa e finanzia interamente il progetto e si occupa di gestione e manutenzione per dieci anni, con l'impegno di garantire il rendimento e i risparmi previsti. L'impianto avrà sistemi di misura e verifica dei risultati e concorrerà al sistema dei Certificati di Risparmio Energetico (CAE). Lo hanno raccontato Revista Aral e la stessa Reny Picot.
Cosa significa per uno stabilimento di confezionamento
In uno stabilimento alimentare, acqua e vapore compaiono raramente nel cruscotto di produzione. Si pagano con la bolletta del mese, ma non vengono attribuiti a una linea, a un prodotto o a un turno. Per questo i progetti di questo tipo cominciano quasi sempre allo stesso modo: sapere quanto si consuma, dove e quando.
Vapore e acqua calda stanno dietro a molte operazioni vicine al confezionamento: trattamenti termici, lavaggi CIP, lavaggio delle macchine e, in alcuni formati, sterilizzazione delle confezioni. Ogni condensa che finisce nello scarico è acqua trattata ed energia che si perdono insieme. Recuperarla richiede però di controllarne la qualità: se uno scambiatore ha una perdita, la condensa può trascinare prodotto e non deve tornare in caldaia senza controlli. Misurare in continuo parametri come la conducibilità o la torbidità, con deviazione automatica quando escono dall'intervallo, è ciò che trasforma una buona idea in un impianto sicuro.
Il secondo punto è il modello di contratto. Quando un terzo finanzia l'investimento e risponde dei risparmi, la misura smette di essere un complemento: è la base dell'accordo. Servono una baseline ben documentata, contatori affidabili e un metodo chiaro per scorporare l'effetto di produrre di più o di meno, o di cambiare il mix di prodotti. Senza dati di produzione collegati a quelli energetici, è difficile distinguere un risparmio reale da un semplice calo di attività.
Infine, la manutenzione. Scaricatori di condensa che perdono, coibentazioni danneggiate o valvole che non chiudono bene erodono i risparmi senza che nessuno lo noti. Un piano che preveda controlli periodici della rete del vapore e allarmi quando il consumo per unità si discosta protegge l'investimento per tutta la sua vita utile.
Indicazioni pratiche
- Misurare prima di investire: contatori di acqua, vapore e gas per zona o per linea mostrano dov'è il reale potenziale di risparmio.
- Ragionare in consumo per unità: litri d'acqua e kWh per tonnellata o per mille confezioni sono indicatori confrontabili tra turni, prodotti e stabilimenti.
- Sorvegliare la qualità della condensa: la misura in continuo e la deviazione automatica evitano che un guasto a uno scambiatore finisca in caldaia.
- Curare la rete del vapore: scaricatori, coibentazioni e perdite devono rientrare nella manutenzione preventiva, con registrazioni che ne mostrino l'evoluzione.
- Collegare energia e produzione: incrociare i consumi con gli ordini di produzione, i fermi e i lavaggi permette di verificare i risparmi e di individuare in tempo le derive.
Il caso di Navia mostra che la sostenibilità in stabilimento si decide sempre più con i dati: senza misura non c'è risparmio che si possa dimostrare né finanziare. Se sta preparando qualcosa di simile, parliamone.
OK

